Il futuro del libro Dicembre 22, 2008
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Parlare con Jeff Bezos, il creatore di Amazon.com e di Kindle, per capire meglio cosa sarà del libro. L’articolo è firmato dal grande Steve Levy, già autore di Hackers e Semplicemente perfetto.
Sono convinto che qualunque tipo di bussiness vincente si possa costruire solo con la ricerca.
Il pezzo è pieno di spunti interessantissimi su cui riflettere, il primo è folgorante:
1) The key feature of a book is that it disappears
2) People spend about 20 percent of the time browsing for information and 80 percent reading or consuming it. The transition has already happened. And we haven’t noticed
3) “The baby boomers have a love affair with paper,” he says. “But the next-gen people, in their 20s and below, do everything on a screen.”
4) Readers will read in public. Writers will write in public.
5) Last week my wife searched for information about the first English edition of the journals of Pehr Kalm, a Swedish naturalist traveling in Colonial America. In less than two seconds, Google delivered the full text of the book, as published in 1771.
6) Reading becomes a community activity
7) You’ll be able to get all the world’s information, all the books that have been published, all the world’s libraries.
Ecco il link dell’articolo completo:
Guido Crepax – Valentina, la forma del tempo Dicembre 13, 2008
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Il progetto espositivo della mostra dedicata a Guido Crepax è bellissimo, quindi è giusto citare gli artefici: Caterina Crepax, Massimo Gallerani e Gigi Saccomandi.
La mostra a mio avviso è riuscita a colpire nel segno, perché ricrea in modo originale e pertinente l’opera del disegnatore milanese, senza mai offrire allo spettatore un distacco didascalico ed accademico.
Da segnalare anche l’iniziativa da parte dei curatori di vendere on-line molte opere esposte.
Guido Crepax sarebbe stato orgoglioso di una mostra così: complimenti.
È raro vedere in Italia omaggi del genere.
Informazioni generali
http://www.triennale.it/index.php?id=1&tbl=0&idq=777#
Negozio on-line delle opere
http://www.triennale.it/shop/valentina.php
Caterina Crepax
Intervista
http://www.mollica.rai.it/cellulosa/crepax/#
Appunti dalla mostra
Storie di cronopios e di famas
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880617383&ed=87
Hans Christian Andersen
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880617383&ed=87
Baba Yaga di C. Farina
http://www.davinotti.com/index.php?f=1131
Mimmo Rotella
http://it.wikipedia.org/wiki/Mimmo_Rotella
La battaglia del lago ghiacciato
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_del_lago_ghiacciato
Cosmo di Witold Gombrowicz

Valentina
Danger Girl Dicembre 13, 2008
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Per caso, a casa di un mio amico, mi casca l’occhio su di una copertina che mostra un trio di avvenenti e procaci bellezze femminili.
“E questo cos’è ?” domando.
“Un bel fumetto, prendilo”.
Così torno a casa incuriosito, scoprendo ben presto di avere per le mani una lettura spassosissima e godereccia.
Danger Girl è un’agenzia segreta di cui fanno parte le migliori agenti donna del mondo.
Oltre ad essere abili nell’arte del combattimento, le ragazze hanno corpi mozzafiato che vengono ritratti in tutta la loro eroticità, tanto da aver voglia di allargare la vignetta ad entrare lì con loro.
Il disegnatore J. Scott Campbell ci spinge continuamente a fantasticare sulle curve procaci delle ragazze, condendo così un’avventura alla “Indiana Jones” (parecchi i parallelismi: la protagonista archeologa, il nemico nazista, l’oggetto inestimabile che era stato perduto nel tempo, ecc…), con quel voyerismo da pin-up tipico delle illustazioni di Gil Elvgren.
Consigliato a chi vuole un fumetto d’azione piccante e pieno d’adrenalina.

Danger Girl
Era una notte d’estate (Antonio Machado) Giugno 25, 2008
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Era una notte d’estate.
Il balcone era aperto;
Anche la porta di casa;
in casa la morte entrò.
Al suo letto s’avvicina;
passando non mi guardò;
poi con dita delicate
qualcosa di tenue ruppe.
Taciturna, senza sguardo,
la morte passò di nuovo
davanti a me. Che hai fatto ?
La morte non rispose.
La mia bambina tranquilla,
restò dolente il mio cuore.
Ahi, quel che ha rotti la morte
era un filo tra noi due!
Ci salverà la bellezza Maggio 16, 2008
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Questo è il titolo scelto per 21° fiera internazionale del libro di Torino. Una speranza che ci induce a ripartire dalla bellezza come eterna espressione di ciò che rallegra i nostri animi, perché la bellezza è il sorriso, il dolce incanto della vita.
Che cosa potrà salvare una società sempre più votata all’acquisto, al consumismo sfrenato se non la bellezza custodita in ogni essere animato o inanimato, senziente o insenziente ?
L’immagine simbolo di quest’ultima edizione della Fiera del Libro di Torino è una Venere di Milo in carne ed ossa, reale, come se la bellezza immortalata nelle opere d’arte avesse un corpo ed un respiro. Un transfer significativo, che mi fa pensare a quel racconto di Gianni Rodari della Statua di Garibaldi che si anima… o altri rimandi di questo tipo.
Fatto sta che se nel futuro “Ci salverà la bellezza”, nel presente il mondo dell’editoria lo salva il fatturato, un fattore che poco si relaziona con la bellezza.
Oggi si vende sul sensazionalismo, sul richiamo d’immagine, sul peso dell’offerta, mentre la “bellezza”, quella della parola, è nascosta dall’apparire, dall’illusione, dall’abbondanza di testi che servono solo a confondere ed ingrassare la nostra Venere di Milo.
La verità è che oggi alla maggior parte dei lettori interessa più comprare che leggere, e ciò è molto preoccupante.
Parlando invece della Fiera e delle sue iniziative, da segnalare la presenza di uno spazio dedicato al Book Design ed il fantastico format “Lingua Madre”, un piccolo laboratorio multiculturale nel quale si esibiscono ed intervengono personaggi provenienti da tutte le parti del mondo, facendo scaturire incontri carichi di umanità universale.
Personalmente ho assistito all’esibizione canora della bellissima palestinese Lubna Bassal e la performance musicale degli etiopi Saba Trio.
Il valore aggiunto della più famosa kermesse italiana dedicata al libro è in questo, nella divulgazione culturale, più che gli editori stessi ed i loro libri.
Durante i giorni di permanenza in Fiera ho comprato i seguenti libri:
Solitare Station
Lucius Shepard
DelosBooks
I simulacri
Vernor Vinge
DelosBooks
Ghiaccio
Anna Kavan
Fanucci
La Super Raccolta di Storie di Avventura a cura di Michael Chabon ed. Mondadori
Wanted!! Storia e tecnica ed estetica della fotografia criminale, segnaletica e giudiziaria
Ando Gilardi
Bruno Mondadori
Semi-Immortalità il prolungamento indefinito della vita
Antonella Canonico e Gabriele Rossi
Lampi di Stampa.
Mentre queste sono le case editrici che mi piacciono:
Fanucci Editore
Meridiano Zero
Adelphi
Alet
Besa Scritture del mondo
Voland
Edizioni e/o
Edizioni BD
DelosBook
Orecchio Acerbo
Verde Nero
Mimesis
Edizioni Spartaco
Shake
Black Velvet
Scritturapura
Stampa Alternativa
Derive Approdi
Isbn Edizioni
Edizioni Mediterranea
Eliot
Vergognosa la situazione delle toilette all’interno della fiera: insufficienti, dislocate male e sempre sporche, il tipico vizietto italiano: millantiamo bellezza: mega stand, personaggi illustri e poi facciamo i nostri bisogni in latrine sporche e nauseabonde.
Spero che il prossimo anno la bellezza mi salvi anche in bagno.
“Semplicemente perfetto” di Steve Levy Maggio 4, 2008
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Questo libro di Steve Levy, giornalista della sezione tecnologica del Newsweek ed apprezatissimo autore del godibilissimo “Hackers”, può essere considerato un saggio, più che la cronistoria di un successo non annunciato.
Scorrendo le sue pagine, oltre a trovare aneddoti bellissimi sul condottiero Steve Jobs e le persone che lo circondano, troviamo un guida per capire cosa ha reso l’I-pod un oggetto “semplicemente perfetto”.
Prima di tutto il carattere di Steve Jobs. la sua forza trainante, il suo non accontentarsi mai, il vedere dove altri non arrivano, la sua cocciutaggine anche quando sa di sbagliare, la sua sublime contradditorietà, il suo reagire alle difficoltà, i suoi ideali, i suoi miti, la sua audacia.
Alcune frasi che compaiono nel libro sono chicche che un manager dovrebbe tatuarsi e che ricorderò come un mantra:
“…Una delle cose sbagliate nell’attuale industria dei Pc è che alla maggior parte delle persone che guida queste compagnie dei Pc non importa nulla. Steve Ballmer di Microsoft ama i suoi prodotti? E Craig Barret di Intel o Michel Dell? Se Dell non vendesse Pc potrebbe benissimo vendere qualcos’altro. A queste persone non interessa quello che creano. (pausa a effetto) mentre qui all’Apple amano quello che fanno.”
Nel 1983 disse:
“Il mio obiettivo è farla diventare una società da dieci miliardi di dollari con un’anima”
Le risposte di Jobs sono sempre improntate a raggiungere la perfezione: qualunque cosa accada.
Steve Levy affronta nel libro vari aspetti legati I-pod. Il perché ha vinto tra i vari lettori MP3, perchè è stata la Apple ad inventarlo e non la Sony, la madre del Walkman. Il fenomeno della modalità shuffle ed il podacast, fino ad arrivare ad un problema ontologico: Che cos’è un I-pod ?
Ed è una domanda che segna anche una nuova era del pensiero massmediologico dopo il vetusto Che cos’è il cinema? di André Bazin.
C’è un’altra frase emblematica che rappresenta per me perfettamente lo spirito del libro. Da poco tornato alla guida della Apple, Steve Jobs presenta a Steve Levy il prototipo del nuovo computer Apple, quello che poi diventerà il primo i-mac.
Steve Levy rimane estasiato dalla bellezza del prototipo e domanda a Steve Jobs come si chiama e lui risponde
“Temporanemente la Nina,la Pinta e La Santa Maria”
“Perché questo nome ?”
“Perchè è il nuovo mondo”
Sì, la Apple è il nuovo mondo e “Semplicemente perfetto” è un libro da leggere e rileggere.







