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Gran Torino Aprile 19, 2009

Posted by soloperte in Fotogrammi.
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Walt Kowalski è un anziano che sta affrontando il dolore della vecchiaia: la perdita della moglie, il quartiere che cambia, l’ingombrante presenza di figli opportunisti ed insensibili, la strafottenza dei nipoti, l’insistenza del prete. Walt Kowalski è un uomo d’altri tempi, uno che cerca di difendersi da un mondo che non gli appartiene più, barricandosi all’interno di una villetta-fortino sulla quale sventola fiera la bandiera americana.

Ma chi è sig. Wal Kowalski? È un reduce della guerra in Corea, un ex-dipendente della Ford, un patriota, un tizio che beve birra, mangia carne essicata, taglia abitudinariamente il prato, sputa per terra e parla “sporco” con i suoi amici; un uomo che ama trascorrere il tempo con il suo cane Daisy sotto il porticato, uno spazio che assurge ad essere il luogo del relax e delle decisioni importanti.

Dallo spirito e dagli atteggiamenti potremmo definire il nostro Walt un vero cowboy.

Gl indiani sono gli immigrati che invadono il quartiere in due maniere. O con educazione e rispetto delle tradizioni oppure in maniera selvaggia sotto forma di gang spietate e senza regole.

È contro questo ciarpume umano che Walt Kowalski impugna il fucile, perché rappresentano l’erba maligna che rischia di distruggere il bene.

Il bene è la lealtà, il lavoro, la difesa di ciò che si è conquistato, il riconoscimento del bello. Tutti concetti che rappresentano appieno la sfavillante Ford Grand Torino, un bolide del 1972 che il sig. Walt Kowalski custodisce gelosamente come trofeo ed emblema di una vita vissuta in “very real american style”.

Il film è girato in maniera composta, asciutta ed il messaggio che trasmette è chiaro: bisogna sempre lottare contro i figli di puttana, ieri, oggi e domani.

Ma questa volta oltre la benedetta via del fucile bisogna intraprendere una strada diversa, perché “se ammazzi un uomo te lo ricordi per tutta la vita ogni sacrosanto giorno. E non è una bella cosa.”

Clint Eastwood  è un eroe senza tempo e lo è anche il suo cinema.

Il finale vive del tipico lirismo western, con la fuoriuscita solitaria del personaggio dal paesaggio.

È un film testamento.

Da vedere assolutamente.

Link:

http://www.thegrantorino.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Ford_Gran_Torino

Gran Torino

Gran Torino

Visioni Digitali Settembre 26, 2008

Posted by soloperte in Fotogrammi, Vita.
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Nei giorni scorsi si è svolta la terza edizione di “Visioni Digitali”, un festival d’animazione che ha lo scopo di presentare il meglio della creatività digitale mondiale, coinvolgendo anche altre realtà internazionali.

Una delle cose belle di questo del festival è che è stato patrocinato dal Comune di Milano, segno che le istituzioni quando vogliono ci sono.

Personalmente ho asssistito alla proiezione di alcuni cortometraggi in computer graphics provenienti dal prestigioso festival itinerante americano Siggraph

Tra i corti che mi hanno colpito, il poetico Neon Girl, che ho recuperato e mostrato in basso. Gli altri corti si trovano facilmente su Youtube.

Saluti al neon.

The Ting Tings – Shut Up and Let Me Go Agosto 3, 2008

Posted by soloperte in Fotogrammi.
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Mi ricorda Michel Gondry. Complimenti ai registi Alexandlianne.

Il “making of” del video qui:

http://www.youtube.com/watch?v=cBGKdMpDJ64&feature=user

Il video ufficiale:

http://www.youtube.com/watch?v=StP-yIQeT2o

Batman – Il cavaliere oscuro Agosto 3, 2008

Posted by soloperte in Fotogrammi.
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“Benvenuti in mondo senza regole” annuncia il sottotitolo della locondina di Batman. Un messaggio di benvenuto che potrebbe essere dantesco “…Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. “.

E se dalla mia cadillac il finestrino inquadra il cartello: “Cinisello Balsamo – Comune denuclearizzato”, quando si giunge a Gotham si legge “Benvenuti in mondo senza regole”.

I Gothaniani (?) vivono terrorizzati da una criminalità senza controllo e da folli banditi che vanno in giro in costume.

Tra questi c’è Joker, un pagliaccio che si diverte come un pazzo a seminare dolore e distruzione senza nessuno scopo apparente.

Perché Joker non è come gli altri cattivi che decidono di dedicare il loro tempo al male per inseguire fama, potere, soldi. A lui non interessa il mondo criminale, il suo unico obiettivo è dimostrare con una risata schizzofrenica che la vita è assurda come una carezza efferata o una morte improvvisa.

E se da una parte Joker rappresenta la paura generata dal caos esistenziale, Batman è invece l’emblema della purezza di un principio eterno, ossia che la conquista di un mondo migliore, può avvenire solo per mezzo della speranza e della giustizia applicata secondo le regole imposte dalla società.

La battaglia tra Joker e Batman dunque non è soltanto fisica ma è anche psicologica, e Joker sembra svelare il punto debole dell’uomo pipistrello.

Perché Batman si fa paladino della giustizia di Gotham, ma poi non rivela la sua identità e non usa le armi convenzionali della polizia, ma usa le sue. Quindi ? Batman chi è ? Un giustiziere mascherato che sta perseguendo isolato il suo ideale di giustizia o un rappresentante della città di Gotham ?

Qualcuno lo ha regolarmente eletto? Chi lo ha incaricato di far ciò?

Sono dilemmi che mettono in ginocchio nel profondo la coscienza di Bruce Wayne/Batman, fino a quando  il cavaliere oscuro sembra aver trovato un alter ego, un suo corrispettivo sociale. Si tratta di Harvey Dent, rampante procuratore in cui tutto credono, un Giulio Cesare che combatte il crimine con gli stessi ideali di Batman ma con i mezzi offerti da un contesto politico e democratico.

La gente inizia a credere a Harvey Dent, ad avere fiducia che le regole della società possano sconfiggere la criminalità.

Ma i giochi macabri di Joker e la sua perfida intelligenza da enigmista conducono Harvey Dent dalla parte del male.

E se Joker e Batman saranno due facce della stessa moneta, Harvey Dent  avrà fisiognomicamente due facce, ma la sua sete di vendetta avrà solo un volto.

È il tema della veridicità del doppio, dei suoi molteplici significati e del “due ma non due”.

Il deus ex machina è sempre il giullare Joker che architetta un piano sublime per rigettare nuovamente la città nel caos e togliere di mezzo i due veri eroi di Gotham: Batman e Harvey Dent.

Ed a Batman non resterà che diventare anche lui un criminale per continuare a credere nel suo ideale.

Il cosmo ha bisogno del caos: il caos ha bisogno del cosmo.

Capolavoro assoluto.

Cast eccezionale.

Interpretazioni uniche.

Talmente bello da essere senza voto.

Da rivedere almeno 4 volte.

Articolo molto bello e pieno di materiale su:
http://www.vivacinema.it/articolo/batman-news-locandine-trailer-poster-del-cavaliere-oscuro/4013/

Current Tv Luglio 27, 2008

Posted by soloperte in Fotogrammi, Vita.
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Il non poter accedere gratuitamente alle reti Sky, mi ha permesso di scoprire un nuovo canale televisivo sul mio cellulare: Current.tv

La prima cosa che ho visto è stato un documentario di Matteo Baggis “L’ora del carcere” . il video parla della vita e dei pensieri dei detenuti della casa di detenzione di Opera (Milano), raccontate attraverso la storia della squadra di calcio del carcere, che quest’anno ha tra l’altro vinto il campionato di terza categoria a cui era iscritta.

Il proporre un flusso di reportage per la maggior parte generati dagli utenti, mi sembra un palinsesto avvincente e che faccia venir voglia di ritornare a guardare la televisione.

Si parla di una televisione che propone contenuti generati dagli utenti, come ha già proposto la desaparesidos telestreet o la milanese C6 Tv, ma Current Tv mi sembra fatta decisamente meglio.

Documentari della durata breve, che parlano di vari aspetti del mondo, senza mai aver un vezzo di esaustività, ma con l’intento di descrivere cose lontante, inesplorate, questa è la vera tele-visione.

Il filtro di Current Tv, l’uso intelligente che fa del web, ne fanno una bella televisione che ha anche un’ambiziosa missione di migliorare il nostro sguardo sul mondo attraverso reportage di valore, intelligenti.

Bravo Al Gore, se sei stato tu il promotore.

La top-ten di YouTube non è il modello su cui pensare il canale televisivo del futuro.

p.s: Molto bello anche il documentario della Biblioteca dei libri viventi…

Current Tv

Current Tv

Iron “American” Man Maggio 4, 2008

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Tony Stark è un miliardario a capo della più grande industria di armi americana. Un impero economico fondato dal padre e lasciato in eredità al figlio che, grazie al suo genio, è riuscito ad innovarla, creando armi sempre più tecnogiche.

A differenza del padre ha un carattere sregolato: donnaiolo, ritardatario, ama le macchine da corsa e trascorre una vita mondana e superficiale. La sua dimora è una villa avvenieristica a Malibu ed è fermamente convinto, patriottisticamente,  che le armi che fabbrica rappresentino un bene per la sua nazione.

Poi accade che, durante la presentazione di un nuovo missile in Afganistan, a seguito di un’imboscata, Tony Stark venga ferito e catturato da un gruppo di terroristi.

Le sue condizioni sono gravi, ma riesce a salvarsi  grazie al soccorso di un prigioniero medico/scienziato che lo opera trapiantandogli una sorta di cuore artificiale che impedisce alle schegge infiltrate nel suo corpo di raggiungere i suoi punti vitali.

Con l’aiuto del medico compagno di cella,  Tony Stark architetta un piano e fugge dal luogo ove è rinchiuso per mezzo di esoscheletro che poi diventerà l’armatura di Iron Man.

L’essere stato ostaggio dei terroristi, conduce il nostro eroe a ripensare al suo ruolo, al suo senso di responsabilità verso il mondo (tematica per altro frequente nei personaggi Marvel): in fin dei conti è un fabbricante di armi che semina terrore e distruzione, forse è giunto il momento di cambiare e la sua “conversione”  è simboleggiata da questo cuore nuovo, brillante, che lo mette al cospetto di una vita sprecata, nella quale per sua stessa ammissione: “Pur avendo tutto, non ho niente.”

Tra le scene più belle, la stupenda Gwyneth Paltrow (perfetta nel ruolo di assistente precisa, dolce e servizievole) che lo aiuta a risistemare il suo cuore meccanico perché: “Oltre a te non ho nessuno.”

In fondo questa morbida solitudine, topos di ogni super eroe, non è l’isolamento tenebroso di Bruce Wayne all’interno della sua caverna, il trauma non risolto di una vendetta incompiuta per un doveroso senso di giustizia. La solitudine di Tony Stark  è vissuta in un  garage iper tecnologico, attarniato da meraviglie che rappresentano l’apice della ricerca scientifica.

Tony Stark  vive come uno scienziato della Silicon Valley , così come ce lo potremmo immaginare tra pochi anni. Impartisce comandi vocali alle sue macchine, lavora con interfacce olografiche ed è cosciente  che in quel garage si sta creando il futuro (tra l’altro bellissimi anche i titoli di coda in uno stile grafico “CAD”, che risottolineano il progettista, l’inventore Starck)

Il film nella sua americanità congenita è uno sfarzo di brand messi in bella mostra:

Dell, LG, Apple, Nintendo, Bulgari, Audii, Burger King, Roll Roys, solo per citarne alcuni.

Altra cosa che si potrebbe notare sono gli oggetti che rappresentano il “futuro” nel film. Dalla Audii R8, alla Wii, alla la macchina elettrica Tesla…

Nell’universo iper futuristico di Tony Stark compare anche il design italiano, con l’intramontabile lampada Arco di Castiglioni.

Iron Man è l’ennesimo sogno americano, l’uomo che non chiede, che crea, che si fa da solo, che si “costruisce”, nel senso letterale del termine. Un guerrafondaio per natura, che scopre dei valori che servono a redimerlo.  L’uomo che dopo la prigionia, ha bisogno di mangiare un cheese burger per sentirsi a casa, per sentirsi americano, l’uomo che ha deciso di essere sincero e di offrire la sua armatura al servizio dell’umanità.

In definitiva Iron Man è l’ennesima grande “olografia” Marvel sul paese a stelle e strisce.

Iron Man