The Prestige Gennaio 24, 2007
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“Ogni grande trucco si svolge in tre atti: il primo è chiamato la promessa. L’illusionista mostra al pubblico qualcosa di molto comune, ma che, ovviamente, non lo è. Il secondo atto è chiamato la svolta: il mago prende la cosa comune e la trasforma sotto i tuoi occhi in qualcosa di straordinario. Ora anche se cercate il segreto, non lo scoprirete. Ma questo non è sufficiente a strappare l’applauso del pubblico, perché per creare la perfetta illusione, quando si fa sparire un oggetto, poi bisogna saperlo far ricomparire. Questo è il motivo per cui esiste un terzo atto chiamato prestigio; questo è il momento dell’effetto e della sorpresa, dove succede l’inaspettato, e vedi qualcosa di sconvolgente che non hai mai visto prima”.
All’inizio del film, la spiegazione data circa lo svolgimento del trucco, vale anche per il cinema. Il cinema prima ci inganna con semplici minuscole immagini, tanti piccoli immobili fotogrammi in una pellicola (promessa). Poi i fotogrammi iniziano a prendere vita dandoci l’illusione del movimento ed il nostro io scompare nel buio della sala: diveniamo esseri invisibili ipnotizzati dal grande schermo. Trascorsa approssimativamente un’ora e mezza, arriva il prestigio. Il film finisce, le luci della sala si accendono, e noi incredibilmente riprendiamo possesso del nostro corpo. Il cinema è un grande trucco.
L’ultimo film di Christopher Nolan, già regista dell’indimenticabile Memento, racconta la rivalità tra due illusionisti all’inizio del ventesimo secolo. Ambientato a Londra, il film affronta temi importanti come l’ossessione, la scienza, la magia,l’amore… All’interno di una trama avvincente come una partita di scacchi.
Memorabile lo scambio di battute:
“Mi ami?”.
“Non oggi”.
L’unico neo è la recitazione di alcuni personaggi a volte troppo “american style”, “sit com”. Le mimiche sono palesemente accentuate, ma questa è una deformazione professionale di cui soffre tutta la classe attoriale a stelle e strisce.
Mi è venuta voglia di recuperare il libro di Christopher Priest da cui è tratto il film e riascoltare i dischi di Bowie.

No Mario no Party Gennaio 9, 2007
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È da tempo che non inserisco articoli sui videogame.
Il motivo principale pur cui parlo sempre meno di videogiochi e che non riesco a trovare il tempo di giocarli e se lo faccio ho bisogno di coinvolgere più persone possibili.
Ad esempio, per i fidanzatini a caccia di un videogioco che entusiasmi la coppia di amici invitata per cena, consiglio vivamente Mario Party 4 per Game Cube.
La logica del gioco da tavola intermezzata dai minigiochi è micidiale e rischia di concludere la serata nelle prime luci dell’alba.
Che cosa bisogna inventarsi per giocare a trenta anni…

L’uomo in più Gennaio 9, 2007
Posted by soloperte in Fotogrammi.add a comment
Dovevo recensire questo film prima delle vacanze di Natale ma causa del mio coinvolgimento nell’ultimo film di Martin Scorsese non ho potuto.
L’uomo in più è un film che mi ha impressionato prima di tutto formalmente: la geometria dei movimenti di macchina, le scenografie sofisticate stile anni ‘80, la fotografia… Sia come sceneggiatura. I protagonisti vivono in parallelo la precipitosa rovina delle loro rispettive carriere. Entrambi dopo aver assaporato il successo, finiscono per incombere in un amaro e vertiginoso fallimento. Nel film è ben delineata la “mentalità” del sud, l’aspettarsi qualcosa, l’arrendersi, perché non si riesce a trovare il coraggio di cambiare se stessi. La condanna a questo atteggiamento è nell’accettare mestamente l’inquieto infrangersi dei propri sogni. Prospettiva che trovo rispecchi il sud ed allo stesso tempo lo punisca.
Paolo Sorrentino, il regista, è bravissimo e consiglio caldamente a tutti di recuperare l’intervista fatta da Massimo Coppola.
Conto al più presto di vedermi gli altri suoi film.

Opera 9.1 Gennaio 9, 2007
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Il browser norvegese nato nel 1995 sembra essere più che maturo per competere con la concorrenza. Comodo, leggero, personalizzabile, l’impressione è quella di aver trovato un’alternativa a Firefox.
Tra i widgets offerti dalla comunità di Opera, segnalo un inconsueto widget che permette di vedere il Televideo . “Più Cross-media di così se muore” direbbero a Roma.
Da segnalare anche una versione di Opera per la nuova console nintendo Wii (mio prossimo feticcio videoludico).
Un saluto a chi sfortunatamente continua ad usare Explorer.

Le rose del deserto Gennaio 9, 2007
Posted by soloperte in Fotogrammi.add a comment
“Le rose del deserto” è un film difficile da giudicare, perché pur essendo una storia girata in maniera impeccabile, usciti dalla sala si ha l’impressione di aver visto un film d’altri tempi. La bravura di un maestro del cinema italiano come Monicelli è indiscussa, ma alla fine il film risulta essere anacronistico.
C’è da chiedersi: dopo la Grande Guerra, Mediterraneo, il cinema italiano ha realmente bisogno di un altro film di guerra con la tematica dei regionalismi, dell’assurdità della guerra, della figura dell’italiano sprovveduto ma di buon cuore.
Monicelli firma un bel film manierista. Una pellicola girata più per se stesso che per altri, un film da videocassetta.
Divertente il ruolo del generale interpretato dal noto critico cinematografico Tati Sanguinetti.

La Tempesta Gennaio 3, 2007
Posted by soloperte in Letture.add a comment
L’ultima opera del famoso drammaturgo inglese, mi ha allietato le vacanze natalizie. La tempesta scatenata da Prospero per vendicarsi dei suoi nemici finisce per essere motivo di rinascita per tutti i personaggi coinvolti nella vicenda. Ferdinand e Miranda si sposano. Ariel ritorna a far parte degli “elementi”. Caliban, Trinculo e Stephano trovano compassione e gli usurpatori del trono, Antonio e Sebastian, ottengono il perdono.
L’isola di Prospero l’ho vissuta come un momento della vita nel quale l’artista, il creatore, si misura con le sue abilità magiche, le sue virtù. Dopodiché, stanco di costruire mondi immaginari e regalare illusioni, logorato dal ruolo, l’artista si congeda dal pubblico ritornando alla normalità, per lui sinonimo di libertà.
Un’opera ideale a chi è in cerca di un nuovo inizio.
“La Tempesta” William Shakespeare ed. BUR





