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Henri Cartier-Bresson. Omaggio a Roma. Ottobre 30, 2006

Posted by soloperte in Fotogrammi.
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Mostra molto interessante nella quale si possono vedere i celebri ritratti fotografici di: Christian Dior, Alberto Giacometti, André Breton, Marcel Duchamp, Roberto Rossellini, Arthur Miller, Martin Luther King, Pablo Neruda, Truman Capote, Isabelle Huppert, Simone de Beauvoir, insieme a una donna con i suoi bambini in Messico, giovani coppie, anziani, semplici passanti.

Henri Cartier-Bresson: l’occhio del secolo.

Nell’ultima sala la visione del film Flagrant delits, di 22 minuti, 1967, di Robert Delpire con musiche originali di Diego Masson.

Appuntamento obbligatorio per chi è a Roma.

Keats

Casa Keats Ottobre 30, 2006

Posted by soloperte in Personaggi, Vita.
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Nel 1821 muore a Roma il poeta inglese John Keats. L’ultima sua residenza è visitabile in piazza di Spagna 26. Una casa celebrata con fogli autografi di Percy Bysehe Shelley, Lord Byron ed Oscar Wilde: amici, estimatori di keats.

Girovagando tra le stanze mi è venuta in mente un’opera d’arte da fare, oltre la curiosità di leggere “The Vampire” di John Polidori.

Nella “Keats memorial house” è anche possibile consultare una vasta gamma di libri antichi.

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Keats

Eveline Ottobre 30, 2006

Posted by soloperte in Letture, Vita.
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È un collettivo anonimo che si prefigge lo scopo di divulgare l’espressione della scrittura in tutte le sue forme. L’intento di Eveline è quello di ridare colore alla città attraverso la scrittura, impossessarsi degli spazi grigi ed insignificanti per farli portatori di “parola”.

Il critical mass letterario a cui ho partecipato era stato organizzato da Eveline.

Durante la giornata, i libri letti (che mi ricordo…) sono:

Divina Commedia – Dante Alighieri

De rerum natura – Lucrezio

Foglie d’erba – Whitman

 

E qualcosa di Paulo Coelho…

Eveline

Andres Serrano Ottobre 30, 2006

Posted by soloperte in Fotogrammi, Vita.
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Fotografo che ammiro molto, perché nei suoi scatti vedo un forte senso di esplorazione e non, come dicono in tanti, di provocazione.

Al PAC di Milano si possono ammirare dieci opere inedite di Morgue, una collezione che ha visto l’obiettivo di Andres Serrano vegliare su corpi inermi. Cuciture, croste, gonfiori, morti avvolti da una grande solennità, un’identità nuova. Queste foto non rimandano al macabro, al fantasmagorico, ma al reale, al quotidiano. Un quotidiano turbato da un alone di mistero come solo la morte sa evocare.

I soggetti delle foto appaiono come entità che, potendo, possono tranquillamente continuare ad abitare nella nostra”foto-sfera”, come se l’aldilà, il trapasso fosse il nostro stesso occidente.

Oltre a Morgue sono esposte le collezioni Nomads, The Church, Ku Klux Klan, Budapest e The interpretationsof dreams.

La foto che mi è piaciuta di più è quella di un sacerdote del quale si vedono solo le mani sullo sfondo della sua tunica bianca.

Mi ha fatto pensare a tutti i concetti filosofici e religiosi legati all’Ora et labora.

Andres Serrano

Freepress by Ciranò Ottobre 30, 2006

Posted by soloperte in Vita.
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Recentemente mi sono imbattuto in un novello Cyranò. Il misterioso eroe, per confessare il suo amore, ha usato dei giornali free-press per comporre la scritta “Ti Amo” sul marciapiede della via dove abito.

Chissà l’espressione stupita della ragazza, quando, dopo aver spalancato le finestre e gettato uno sguardo in basso per distrarsi nel via vai della via, rimarrà colpita dal fantasioso ed abile corteggiatore.

Un bellissimo esempio di creatività urbana reciclando i popolari free-press.

Ti Amo

il Vernacoliere e Niccolò Ammaniti Ottobre 17, 2006

Posted by soloperte in Letture.
2 comments

Leggevo sul giornale di come gli scienziati non capiscano il perché il nostro universo continui ad espandersi. Allo stesso modo non capisco il perché i libri di Niccolò Ammaniti possano essere tradotti in più di quaranta paesi. Forse dovrei indirizzare i miei dubbi alla rubrica “L’esperto risponde” curata dall’applauditissimo Federico Sardelli nel Vernacoliere. Si parla di scrittura creativa? Leggete il Vernacoliere ed abbiate la compiacenza di tradurlo in tutto il mondo.
Sono convinto che il piacere di leggere I’attesissimo libro di Niccolò (5 anni di fatiche ercoline) non è nemmeno paragonabile alla gioia che scaturisce dalla lettura (due minuti,non di più…) di Don Zucker. L’editoria italiana dovrebbe meglio capire i concetto di “Puppa”. E non solo l’editoria.